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Illegio
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Info su Illegio (UD)
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 | L'antichissimo e piccolo borgo di Illegio (576 m), è una frazione del Comune di Tolmezzo (Carnia, UD) ed è incastonato in una conca tra i monti dell'alta Valle del Bût (sulle pendici occidentali del monte Strabût), riserva molte sorprese sul fronte della storia, della cultura, |
della tradizione, del paesaggio. Illegio, è particolare anche per le sue risorgive sotterranee, dalle quali nasce una sorgente chiamata “Tòuf ”, nome derivato dal tipo di sottosuolo, composto appunto da tufo. A 750 metri di quota sorge la Pieve di San Floriano (probabilmente la più antica del Nord Italia, databile alla fine del IV secolo d.C), scrigno di intatta bellezza medioevale, monumento nazionale, eretta su luo-ghi di precedenti culti rupestri. Dal 2004 il territorio del paese è al centro di una campagna di scavi archeologici che ha messo in luce siti visitabili. Tali scavi raccontano di importanti fortificazioni, forse i castelli della misteriosa Ibligum (VI secolo, per difendere le strade verso Monte Croce e il Norico), di nobili ai quali era riconosciuto dall’autorità ecclesiastica il diritto di possedere una chiesa privata. Gli scavi hanno portato alla luce il sito paleocristiano di San Paolo (IV secolo), ad oggi la più antica chiesa rurale d'Italia. Paolo Diacono scrisse che, in occa-sione della calata degli Avari a Cividale nel 610, molte genti fuggirono per rifugiarsi nei castelli di Gemona, Cormons, Osoppo, Ragogna e Ibligo. Quest’ultima è descritta come fortificazione dalla posizione ine-spugnabile. Il fatto che nel piccolo territorio di Illegio siano presenti ben sei punti fortificati, ci fa sospettare che Ibligo si trovasse proprio qui. Ad Illegio viveva una popolazione autoctona, rurale, romanza e priva di presenze longobarde. Elemento curioso è una forte anemia che colpiva la popolazione e le analisi in corso vogliono dimostrare se si trattasse di un’anomalia genetica, oppure di una patologia dovuta alla scarsa alimentazione. Sono in corso, inoltre, anche le analisi per stabilire il tipo di alimentazione.Oltre che il ricco patrimonio gastronomico, caratterizzato dai prodotti tipici della montagna friulana (tra questi la farina di mais usata per fare la tradizionale polenta; latte e formaggi; i pregiati fagioli), Illegio è noto anche per i suoi antichi mestieri che portano nelle maggiori capitali europee i prodotti tipici di questo antichissimo borgo: a casa Windsor i letti vestono le preziose lenzuola di raso, fabbricate e ricamate dalle mani delle donne illegiane, che conservano gelosamente i segreti di una millenaria tradizione artigianale. A Illegio sono ancora in funzione il cinquecentesco Mulin dal Flec, il forno del Seicento, la latteria. Nel paese è ancora presente una elevata percentuale di endogamia, come si evidenzia dai registri parrocchiali e comunali, locati nella vicina Tolmezzo, che risalgono rispettivamente al 1630 e al 1750.
I cognomi che caratterizzano il paese sono principalmente due e non esiste immigrazione.
La popolazione ha manifestato la volontà di far conoscere la propria cultura e le proprie peculiarità, come sta già facendo grazie agli scavi archeologici. |
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